ustica sommersa

Un progetto

artistico unico

Dal 10 al 12 settembre 2025 l’isola di Ustica ha accolto Ustica Sommersa, il grande evento artistico multidisciplinare realizzato dal Teatro Potlach nell’ambito del progetto ART4SEA, finanziato dal Programma Creative Europe.

Collaborazione con il territorio

Per tre giorni il centro di Ustica si è trasformato in un vero e proprio percorso artistico diffuso: oltre 30 spettacoli simultanei tra teatro, danza, musica e arti visive hanno coinvolto abitanti e visitatori in un’esperienza immersiva dedicata alla tutela dell’ecosistema marino e alla valorizzazione di tutto ciò che vive “sommerso” — non solo sotto la superficie del mare, ma anche sotto quella del nostro quotidiano e della memoria collettiva.


Trasformazione degli spazi urbani

Il Teatro Potlach ha supportato le attività artistiche e culturali legate alla realizzazione del Grande Evento e ha lavorato attivamente per coinvolgere la comunità locale nelle iniziative artistiche, valorizzando il tessuto culturale e creativo.


Una città tra memoria e appartenenza

Ogni tappa del percorso ha aperto una finestra sul dialogo tra uomo e natura, territorio e memoria, presente e futuro, trasformando l’isola in un laboratorio a cielo aperto di creatività e consapevolezza.



Contaminazione artistica e stupore

Con la direzione artistica di Pino Di Buduo, il Teatro Potlach conferma le sue abilità nella valorizzazione di un teatro capace di dialogare con i luoghi, le persone e la natura.

Ustica Sommersa non è stato soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza condivisa di riflessione e rigenerazione culturale e ambientale, che ha unito arte, comunità e paesaggio in un abbraccio profondo e poetico.


Ringraziamo i partecipanti

Hanno partecipato per il Teatro Potlach: Nathalie Mentha, Zsofia Gulyas, Irene Rossi, Marcus Acauan, Hector Gustavo Riondet, Giulia Germani, Chiara Pagliaroli, Rocco Donati, Stefano Di Buduo, Christian Mantuano, Irene Ciccarelli, Luca Cardinali, Jacopo Bianchi, Dario Vandelli, Roberto Zorzut, Massimo Angelucci, Andrea Quero.

Ringraziamo i partecipanti di Ustica:

Flavia Arnò, Daniele Lonardo, Giovanni Martucci, Giuseppe Pecora, Sig.ra Maria Grazia e Sig Peppino, Vincenzo Pitruzzella, i bambini: Arianna, Aurora, Chloe, Daniel, Ester, Lara, Pietro e Sofia e da Palermo Angelica Semilia.

Ringraziamo inoltre tutte le persone adulti e bambini che hanno preso parte a questa manifestazione con i loro volti.

Ringraziamo per il loro prezioso aiuto: Giuseppe Caminita, Vito Ailara, Franco Foresta Martin, Antonio Ioio, Salvatore Zanca e Gigi e Giovanna di Ustica Tour.

Ringraziamo sentitamente la cittadinanza tutta per la loro generosità e disponibilità.

Ringraziamo il Comune di Ustica e l'Aria Marina Protetta in particolare:

Il sindaco Salvatore Militello, l'assessore Felice Caminita, Il direttore dell'AMP Davide Bruno, l'ingeniere Riccardo Guccione, Antonino Tranchina, Elena Principato, Giulia Aversa, la Polizia Locale.

Ringraziamo tutto lo staff di Art4Sea e in particolare Lucenzo Tambuzzo, direttore artistico del progetto, Emanuele Messina e Clara Mollica e lo staff di 800A.

La nostra Équipe

ritratto in bianco e nero di un uomo anziano con capelli ricciati bianchi, occhiali e abbigliamento scuro, con sfondo nero.
Donna anziana con cappello nero, capelli grigi disordinati, espressione sorpresa o preoccupata, che tiene in mano uno smartphone, sfondo sfocato.
  • Direttore Artistico

Ritratto in bianco e nero di un uomo anziano con pelle segnata, senza capelli, che indossa una maglietta. Lo sguardo è rivolto verso l'obiettivo, con un leggero sorriso.
  • Responsabile della gestione delle relazioni con le Amministrazioni

  • Responsabile delle comunicazioni con le associazioni locali

Uomo con occhiali, capelli ricci, barba e camicia a maniche lunghe, davanti a una parete di pietra in un ambiente in stile rustico.
  • Responsabile Tecnico

Ragazza con capelli ricci, fasciata con corona di fiori, in abito chiaro, vista di profilo, sfondo scuro.
  • Responsabile installazioni Teli

  • Responsabile organizzativa

Donna con capelli corti e scuri, indossa una maglietta senza maniche e una tacca, mentre qualcuno le tocca il viso con la mano.
Una donna anziana con un turbante in testa, indossa gioielli e un vestito lucido, sembra un personaggio di un film in bianco e nero.
  • Responsabile Artisti

George Banu

La lettre des 50 ans

Pino Di Buduo organizza un percorso-tragitto dalla complessità poetica particolare. Ci si entra e, nella folla, ognuno può costituire il suo percorso. Mi fermo davanti ad una nicchia, dove un chitarrista della mia età suona da solo le melodie di Johnny Cash che mi ricordano la sua scoperta luminosa a Bucarest. Mezzo secolo fa anche! Da un’altra parte, non posso rimanere indifferente di fronte ad una sala dove delle famiglie di Holstebro si divertono come in uno scenario privato dove ragazzi – molto giovani! - cantano estratti del “Flauto magico” con una purezza nettamente superiore a quella ricercata da Peter Brook nella sua messa in scena. L’orchestra filarmonica della città che riunisce adolescenti e adulti suona avvolta di abeti ritti nel cuore dell’edificio e questo fa pensare ad un quadro metafisico di Caspar David Friedrich. Passiamo da una parte all’altra, da un età all’altra, ci confrontiamo alla diversità del mondo che esploriamo con meraviglia. Passeggiata al riparo di uno spettacolo che ci confida che ci sono ancora delle ragioni per sperare che, secondo l’adagio Dostoievskiano,

“la bellezza salverà il mondo”. E niente conferma di più questa convinzione che l’indimenticabile scoperta della sala centrale del Comune coperta da un’immensa tela bianca. Sposa la forma delle scrivanie, le cavità dei corridoi, paesaggio immaginario glaciale al cuore del quale, da qualche parte, in lontananza, intravediamo una giovane, molto giovane violoncellista che suona accanto ad un anziano soldato dalla gamba troncata, che, lui, fa risuonare una fisarmonica ludica. Mi sarebbe piaciuto che avreste potuto vedere questo concentrato del mondo dove la guerra e la pace si associano, dove gli strumenti dialogano, dove il dolore e la gioia si sposano su un fondo di bianchezza che indica allo stesso tempo purezza e lutto! Questa immagine mi accompagna nella notte della città e, da allora, la porto in me come il legs di questa festa.

  • Il grande spettacolo non ha lasciato tracce visibili. Resta il ricordo, un pezzo di storia. (…) Il progetto resta un giuoco senza confini della fantasia con il tempo e con lo spazio, una storia infinita.

    Nicola Guarnieri, L’Adige

  • Forse neanche Italo Calvino sarebbe stato capace di realizzare un progetto così complesso, complesso e variegato come da anni sta facendo il Teatro Potlach sotto la magistrale regia di Pino Di Buduo. E ciò che affascina di più è che ogni spettacolo non è mai uguale al precedente.

    Il Quotidiano della Calabria

  • Rovereto come Venezia diventa per un giorno città invisibile, città nascosta, città della memoria e del piacere, e ha ospitato storie in forma di poesia, musica, danza e colori proiettati, incastrate negli anfratti della vita quotidiana, dentro corti inaspettate e giardini chiusi, sulle facciate dei palazzi antichi, popolari, nobiliari che testimoniano la dominazione veneziana e quella austriaca.

    Annamaria Monteverdi, Digital Performance

  • Nelle sale dell’Odin Teatret il gruppo Potlach di Fara Sabina, con rigorosa supervisione di Pino Di Buduo, ha realizzato un percorso immaginifico e surreale “occupando” tutti gli spazi disponibili, coordinando 43 performance, 15 installazioni, utilizzando attori, danzatori e musicisti della città, del Teatro tascabile di Bergamo, del Teatro Pontedera, dell’associazione internazionale Jasonite e attori dello stesso Odin. (…) Se vedessimo l’evento dall’alto vedremmo decine di racconti depositarsi nei luoghi scelti del centro: nei teatri, nei depositi, nelle sale-laboratorio, nella biblioteca, nelle cucine, nei bagni, nei suggestivi spazi esterni, dove alle undici di sera filtra ancora la luce del sole. Ogni posto è legato ad un racconto, ad una città, ad una rappresentazione, ad un pezzo di vita. Dalle 21.00 alle 24.00 una fila interminabile di pubblico ha partecipato con attenzione, divertendosi all’infinita karmesse.

    Alessandro Berdini, L’opinione

  • Spazi di solito inaccessibili trasformati in scenari pubblici, in luoghi della memoria, in storie concluse da ripercorrere circolarmente, assorbono il visitatore entro moltitudini di eventi inattesi, in un rapporto ravvicinato tra interpreti e spettatori, chiamati ad essere parte in causa, in quanto offrono le “città”. (…) Il regista Pino Di Buduo, con una quarantina di artisti di ogni lingua e paese, è riuscito a trasferire il messaggio di Calvino, e ad esemplificarne l’intento, a metà strada tra le pagine e la vita, tra l’immagine e il viaggio reale.

    Marco Caporali, L’Unità

  • Metti il centro storico di Gallipoli, di cui conosci magari già tutto, ogni portone e balcone e merletto di pietra; metti gli artisti che magari già conosci perché animano la scena teatrale e musicale del Salento; e metti una sera, con le sue suggestioni e gli incanti. Ebbene, mescolando il tutto con l’arte, la passione e la sapienza del Teatro Potlach, il centro storico si rigenera ed entra a far parte di quelle “Città Invisibili” come ormai solo oggi si potrà ammirare.

    La Gazzetta del mezzogiorno

  • Una fantastica “Karlsrhue romana”, che segue una drammaturgia e coreografia esteriore attraverso gli elementi architettonici, sociali e storici esistenti, animata dalla creatività degli artisti e della loro interazione, che apre nuove prospettive. Un gioco magico tra incantatori e incantati.

    Susanne Marshall, Badisches Tagblatt (GERMANIA)

  • Rovereto è rinata tornando indietro, scavando nella sua memoria e offrendo un’immagine di sé che nessuno, nemmeno i più anziani, immaginava esistesse. Merito delle “Città Invisibili”, quell’incredibile spettacolo di strada ideato da Pino Di Buduo e che il Teatro Potlach mette ormai in scena da anni in tutto il mondo. (…) Per molti è stato un tuffo nel passato, per gli altri una scoperta che il luogo dove si vive, che si frequenta tutti i giorni in realtà è una somma di luoghi ma anche di non luoghi, è un insieme di mondi fino ad oggi sfuggiti. (…) Insomma, un successo le “Città Invisibili”, plasmate e animate da trecento artisti con una nutrita pattuglia di autoctoni, con rappresentanti di vari angoli di un ovale che ci ostiniamo a chiamare mondo ma che, troppo spesso, è solo un’accozzaglia di confini invalicabili ai più. Ieri, invece, non c’erano frontiere, non c’erano controlli di passaporto, non c’era la diffidenza per la lingua e i colori diversi.

    Nicola Guarnieri, L’Adige 

  • Il borgo che si mostra, si svela, si rende visibile e vive con protagonisti veri o in prestito, che quelle strade le illuminano di creatività (…) Pino Di Buduo registra un virtuale tutto esaurito. Virtuale, perché il palcoscenico sono le strade, le botteghe, la chiesa, il chiostro, le stesse case e gli spettatori sono tutti in prima fila.

    TR News, Notizie, 16 settembre 2012

  • Un grande palcoscenico. O meglio: decine di piccoli palcoscenici disseminati per le vie del centro storico in un viaggio meraviglioso e quasi onirico, scandito da grandi teli bianchi a dividere un mondo dall’altro. (…) Duecento artisti hanno dato vita a performance d’ogni genere, splendidi esempi della bellezza della diversità umana.

    Trentino, 8 luglio 2013

  • “L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose” scriveva Italo Calvino in “Le Città Invisibili”. Dal 1991, con il suo Teatro Potlach, Pino Di Buduo recupera questa suggestione letteraria e la concretizza in un progetto artistico interdisciplinare e multimediale che rivoluziona la percezione dei luoghi per contrastare abitudini e l’assuefazione ai suoi significati. (…)

    Natalia Distefano, Corriere della Sera, 26 febbraio 2015

  • Ogni angolo, scala o aula, arricchiti con teli, luci, video-proiezioni, installazioni e scenografie, sono diventati veri e propri palcoscenici in cui perdersi, viaggiare, ricordare e, perché no, sognare… magari dare un ordine a questo caos del reale.

    Piuculture, marzo 2015

  • Rendere visibile l’invisibile, riportare alla superficie ciò che appare celato. (…) Dove, appellandosi a tutti i sensi, le singole stazioni hanno offerto uno spettacolo così affascinante da rendere indescrivibile la vista e l’udito.

    Hannes Hide, Salzkammergurt Zeitung (AUSTRIA)

"Un viaggio tra arte, memoria e luce: scopri la città mai vista prima."

~

"Dove il passato incontra il presente, e le città si risvegliano a nuova vita."

~

"Trasformare strade e piazze in palcoscenici viventi."

~

"Un viaggio tra arte, memoria e luce: scopri la città mai vista prima." ~ "Dove il passato incontra il presente, e le città si risvegliano a nuova vita." ~ "Trasformare strade e piazze in palcoscenici viventi." ~

Pubblicazioni su Città Invisibili

  • Pino Di Buduo, La scuola dello sguardo attraverso il progetto «Città Invisibili». Note del regista sulla drammaturgia degli spazi, in Annuario 2002. Accademia di Belle Arti di Venezia, a cura di Alberto Giorgio Cassani, Padova, Il Poligrafo, 2013, pp. 269-290, e in Teatro e parateatro come pratiche educative. Verso una pedagogia delle arti, a cura di Maria D'Ambrosio, Napoli, Liguori Editore, 2013, pp. 155-167.

  • Pino Di Buduo, «Città invisibili» a Londrina. Sopralluoghi e rappresentazioni, in Teatri, luoghi, città, a cura di Raimondo Guarino, Roma, Officina Edizioni, 2008, pp. 87-106.

  • Pino Di Buduo, Raimondo Guarino, Conversazione sul progetto «Città invisibili», a cura di Carla Di Donato, in Teatri, luoghi, città, a cura di Raimondo Guarino, Roma, Officina Edizioni, 2008, pp. 107-120.

  • Kyle Gillette, The Invisible City. Travel, Attention, and Performance, London and New York, Routledge, 2020.

  • Vincenzo Sansone, Scheda critica. Teatro Potlach. Città Invisibili, in Monteverdi A. M., Leggere uno spettacolo multimediale, Roma, Dino Audino, 2020, pp. 138-139.

  • Alessandro Izzi, La certezza del ritorno. Viaggio tra le Città invisibili del Teatro Potlach, Viareggio, Giovane Holden Edizioni, 2018.

  • Vincenzo Sansone, Los proyectos de sitio específico del Teatro Potlach: la ciudad como escenografía y como dramaturgiaThe Site-Specific Projects of Teatro Potlach: The City as Set Design and Dramaturgy, in Estudis Escènics, n. 44, 2019, Barcelona: Institut del Teatre. ISSN: 2385-362X. Il saggio, in doppia lingua spagnolo-inglese, è disponibile al seguente indirizzo: Estudis Escènics.

  • Vincenzo Sansone, Città Invisibili of Teatro Potlach: A Journey to Rediscover Our Cultural Heritage, DOI: 10.4018/978-1-5225-0680-5.ch020, SCOPUS: 2-s2.0-85013103873, in Ippolito A.; Cigola M. (eds.), Handbook of Research on Emerging Technologies for Digital Preservation and Information Modeling, 2016, pp. 536-562, Hershey: IGI Global. ISBN: 1522506802, DOI: 10.4018/978-1-5225-0680-5.

Città Invisibili nel Mondo

〰️

Città Invisibili nel Mondo 〰️