22•23•24 Maggio 2026

Partenza: ore 21:00

Chiesa Madre Natività di Maria Santissima

Svolgimento: Centro Storico Medievale

paesaggi immateriali

Regia: Pino Di Buduo
Con: Nathalie Mentha, Zsofia Gulyas,

Irene Rossi
Produzione: Teatro Potlach

⬇︎ SCHEDA SPETTACOLO ⬇︎

Nel cuore dei Monti Iblei, a Buscemi, nasce "Paesaggi immateriali", un progetto del Teatro Potlach con la direzione artistica di Pino Di Buduo che intreccia teatro, comunità e memoria che verrà rappresentato a Buscemi il 22-23-24 maggio 2026.
Artisti provenienti da diverse parti del mondo si uniscono agli attori della compagnia per incontrare associazioni culturali e realtà locali del territorio.
A loro si affianca un gruppo di figuranti in costumi medievali, evocazione viva del corteo storico della città.

Il percorso prende forma davanti alla Chiesa Madre Natività di Maria Santissima, che sarà il luogo del primo raduno. Qui nasce una parata iniziale, un montaggio di corpi, suoni e presenze, che lentamente si mette in cammino.
Una fila di luci, fiaccole accese, attraversa il paese e conduce il pubblico verso il centro storico medievale. Il cammino si snoda lungo le vie del Museo Diffuso di Buscemi, tra case, cortili e antichi mestieri.
In coincidenza con il progetto, il museo si rinnova in una forma più immersiva: una sorta di nuova vita digitale, dove le tecnologie contemporanee non sostituiscono, ma amplificano la memoria. Vecchi documentari, materiali d’archivio e frammenti filmici vengono rielaborati e affiancati da interventi di videoarte. Le immagini si insinuano negli spazi, abitano le pareti, attraversano le stanze, restituendo ai luoghi una presenza vibrante.
Ogni angolo diventa scena: vicoli, piazzette, soglie.
Emergono frammenti di spettacolo, canti, poesie, danze, luci e proiezioni. Lo spettatore non assiste soltanto, ma attraversa. È un esploratore a cielo aperto, chiamato a perdersi e ritrovarsi dentro una narrazione diffusa. Il percorso diventa un pellegrinaggio laico nella memoria del luogo.
Al centro del progetto c’è l’eredità immateriale: tradizioni orali, gesti quotidiani, suoni e riti che non si possono toccare ma che definiscono un’identità. Canti antichi, abitudini e racconti che rischiano di svanire vengono raccolti e restituiti in forma viva. Il finale riporta tutti al punto di partenza, chiudendo il cerchio. Il luogo iniziale si trasforma, carico delle tracce lasciate dal passaggio.

"Paesaggi immaterliali" è un atto condiviso di memoria e immaginazione, un modo per custodire ciò che non si vede, ma continua a vivere nei corpi e nelle voci.

Foto Ch.Mantuano / TeatroPotlach